
Milano – Museo della Scienza e della Tecnica 2 marzo 2002
Tutto sugli Stati Sociali in una Milano di oggi e di domani. I massimi esponenti, dal Ministro Sirchia, al Presidente della Compagnia delle Opere, di Medicina e Persona, agli Assessori alla Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione e del Comune, Universitari ed Esponenti di Associazioni di Volontariato e Fondazioni, concordi sui tre aspetti fondamentali:
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porre al centro la dignità della persona-
liberare tutte le risorse singole e collettive, private e pubbliche-
adeguare le strutture ai bisogni e non i bisogni alle strutture,Prendersi cura delle necessità specifiche delle singole persone, seguirle nel contesto in cui vivono, limitare i "ricoveri" allo stretto indispensabile, coordinare tutte le potenzialità della sussidiarietà e della solidarietà, sono stati i temi più ampiamente dibattuti su quello che si è fatto, quello che si sta facendo e quello che rimane da fare.
Molto rimane da fare – ha detto Sirchia. La Germania impegna qualcosa come trentasettemila miliardi per i fragili e gli anziani, noi solo tredicimila miliardi. Occorre rendere obbligatoria l’assicurazione per i rischi della autoinsufficienza. Ma non è solo questione di soldi – ha ripetuto Sirchia – è una questione culturale che necessita di una rapida rimonta per il grave ritardo del nostro Paese, penso un custode sociale e penso anche agli anziani attivi.
RUOLO DEL MEDICO
Che ruolo potrà avere il medico in tutto questo?
Cominciando dall’Università, dovrà avere una preparazione aperta al sociale e dovrà assumere comportamenti non più e non solo strettamente clinici, ma dovrà assimilare sempre più una cultura non già rivolta alla medicalizzazione della società ma all’inserimento delle esigenze nel contesto del proprio operare. Una rivoluzione culturale in armonia col Piano Socio Sanitario della Regione, ha sostenuto Abelli.
Questo Piano lascia ai cittadini ampia libertà di scelta e agli erogatori di salute ampia possibilità di rispondere ai bisogni degli assistiti.
In che modo, è stato chiesto al Ministro dal Dott. Francesco Carelli. Innanzitutto con la presenza dei Medici di Famiglia – ha risposto Sirchia – per 12 ore al giorno. Ma così – gli è stato obiettato – dovrà esserci una turnazione e la turnazione pregiudica il rapporto di fiducia. Meglio la turnazione – ha risposto Sirchia – che l’"assenza" e il continuo ricorso al pronto soccorso.
No comment.
Bruno Conti