Milano, 7 novembre 2001
Si inasprisce l’opposizione dei Medici al Piano Socio Sanitario Regionale
MARTINI REPLICA ALLE SMENTITE DI FORMIGONI
All’indomani dello sciopero dei medici di Medicina Generale SNAMI del 5 novembre, RAI 3 trasmette un comunicato della Regione Lombardia in cui sostanzialmente si afferma: i medici sul Piano hanno dichiarato il falso, e molte consultazioni sono state fatte prima di varare il Piano.
Il 6 novembre Formigoni diffonde una nota in cui smentisce le contestazioni dello SNAMI: "nessuna ipotesi di uscita dal S.S.N. per i meno abbienti" "nessuna intenzione di eliminare la quota capitaria ma piuttosto la volontà della Regione di agganciare i futuri aumenti retributivi ai nuovi prodotti assistenziali effettivamente resi ai cittadini" "a spaventare lo SNAMI lombardo è la sfida lanciata dal Piano nell’ottica di un servizio migliore al cittadino e della valorizzazione dei medici di famiglia disposti a lavorare in modo innovativo sia a livello di organizzazione che di prestazioni".
Infine Formigoni promette incontri con sindacati anche prima di passare all’attuazione dei singoli emendamenti.
Queste dichiarazioni – replica Mauro Martini, Presidente Regionale SNAMI Lombardia – confermano appieno le nostre preoccupazioni. Confermano la rivoluzione che si vuole attuare nelle Cure Primarie, confermano la rimodulazione dei sistemi retributivi, la volontà di disporre di nuovi prodotti assistenziali, confermano i livelli innovativi della organizzazione e delle prestazioni proposte nel Piano.
Insomma – prosegue Martini – si promettono a parole incontri con i Sindacati, incontri che prima della formulazione del Piano non sono mai avvenuti, ma di fatto si conferma la pervicace volontà della Regione di proseguire in una devolution devastante il rapporto di fiducia personale medico-assistito e di stravolgere l’impianto del SSN.
Siamo disponibili a discuterne – conclude Martini – ma Formigoni stia certo che i medici non sono disponibili a soluzioni che, nell’intento di offrire più servizi conducono, attraverso una progressiva demolizione della professionalità, verso sistemi spersonalizzanti e impiegatizi a tutto danno della qualità dell’assistenza e delle aspettative degli assistiti. Le sfide politiche ed elettorali non si fanno sulla pelle né dei medici né dei cittadini.
L'Addetto Stampa Regionale
Dottor Bruno Conti