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Milano, 29 luglio 2003 Ch.mo Professor Girolamo Sirchia Ministro della Salute
Egregio Signor Ministro, Le invio questa mia in merito all'articolo comparso su quotidiani nazionali "Truffa con ricette false, arrestati tutti i farmacisti di un paese Conversano (BA)".Sono un medico al quale spiace leggere dei misfatti di cui si macchia la nostra categoria, ritengo inoltre che la maggior parte dei miei colleghi sia più vittima che artefice del reato di falsificazione come già successo in passato. Vorrei fare solo alcune considerazioni propositive in merito a tale episodio. Quali elementi hanno concorso al compimento della truffa? La facilità della falsificazione, l'immoralità dell'artefice, il guadagno come obiettivo di vita e la cultura edonistica? Dove si può agire affinchè sia meno probabile il ripetersi di tale reato? Sulla falsificazione? Si, falsificare una ricetta facile. Il mio Sindacato, Snami, tempo fa aveva fatto una proposta che avrebbe potuto dare una risposta a questo problema rendendo più difficile la falsificazione e migliore il controllo finale delle prescrizioni oltre a sanare il problema della privacy (dati sensibili), del consenso informato (per ogni atto medico) e delle responsabilità del paziente nella spesa sanitaria che in parte risponde alle leggi del consumismo. Questa consisteva nello stampare un nuovo modello di ricetta divisa in tre sezioni. La prima veniva compilata e firmata dal paziente con il cognome, nome, indirizzo, età e sesso. La seconda firmata dal medico che doveva prescrivere il farmaco, la posologia e la durata della terapia. L'ultima sezione riguardava il farmacista che doveva registrare l' esenzione documentata dal libretto del paziente e i dati di sua pertinenza.Oggi i reati sono stati scoperti perchè i pazienti sono morti, ma se fossero stati ancora in vita!? Noi vogliamo che i medici nostri iscritti non scendano a compromessi per sopravvivere ma lottino per un contratto dignitoso e trasparente .
Il Presidente Provinciale Snami Milano Dottor Adriano Bampa
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