Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Silvio Berlusconi

e p.c.                   Al Ministro degli Affari Regionali
Presidente Commissione Stato – Regioni
Sen. Prof. E. La Loggia

Al Ministro della Salute
Prof. Girolamo Sirchia

A Tutti i Medici di Medicina Generale

PROT. 190N/03/RA/RCR

Milano, 5 giugno 2003

Oggetto: lettera aperta sul rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale      scaduto il 31 dicembre 2000.

Onorevole Presidente,

nell’imminenza dell’apertura del nostro XXII Congresso Nazionale vogliamo significarLe il profondo disagio che la Categoria dei Medici di Medicina Generale sta vivendo.

In occasione dell’incontro tenutosi l’8 maggio u.s. tra il Coordinatore Nazionale della Sanità per le Regioni, Dottor Luigi Covolo e la nostra delegazione sindacale, ci è stato ufficialmente presentata la piattaforma contrattuale di parte pubblica. Tale proposta di rinnovo del nostro contratto – ormai scaduto da ben due anni – si prefigge lo scopo di ridiscutere solo il 70% dell’attuale compenso nazionale: il restante 30% sarà eventualmente da contrattare a livello regionale.

A memoria d’uomo non si è mai vista una trattativa che parte con offerte peggiorative di tale entità. Né si può sostenere seriamente che il restante 30% dell’attuale compenso verrà sempre e comunque discusso e corrisposto ai medici in quanto, quest’ultima tranche, attiene alle disponibilità delle singole Regioni ed è condizionata al raggiungimento di obbiettivi di risultato, nonché di risparmio economico. D’altra parte, in un momento come quello attuale, in cui spesso si demanda alle Regioni ogni problema connesso con la Sanità, con estrema disinvoltura e in nome della devolution, la nostra preoccupazione ci fa ragionevolmente temere che la contrattazione possa non essere portata a termine in tutte le Regioni Italiane.

Siamo perciò esterrefatti dal comportamento di funzionari che impostano la trattativa sindacale nella maniera che Le abbiamo esposto, agendo, peraltro, in nome del Governo da Lei presieduto, Governo che si è sempre dichiarato paladino delle libertà professionali e che quindi dovrebbe tutelare ancor di più i professionisti che operano in un campo così delicato come è quello della salute.

D’altra parte ogni cittadino ha un proprio medico di famiglia. Possiamo quindi affermare con certezza di essere l’unica categoria in grado di avere un rapporto privilegiato con la popolazione italiana. Infatti, ogni sondaggio d’opinione condotto sul gradimento espresso dalla gente nei confronti dei medici di famiglia è destinato inevitabilmente a raccogliere consensi ed elogi.

Crediamo quindi che il ruolo che la nostra figura professionale ricopre nella società italiana meriti una maggiore considerazione e basi di trattativa meno umilianti di quelle che ci sono state prospettate. Per continuare a fare seriamente e bene la nostra professione ed assistere sempre meglio i nostri pazienti Le chiediamo, d’ora innanzi, di presentarsi alle trattative, attraverso chi La rappresenta, con proposte serie, costruttive e proficue per tutti: in primis per i cittadini che affidano a noi la loro salute.

Rimaniamo in attesa di un Suo immediato e diretto interessamento.

Il Presidente Nazionale
Dottor Roberto Anzalone

 

 

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