Milano, 30 ottobre 2001

 

5 NOVEMBRE SCIOPERO SNAMI

LA GIORNATA DI RIBELLIONE DEL MEDICO

 

I Medici di medicina Generale, Dirigenza Medica (ospedalieri), Continuità Assistenziale, Medicina dei Servizi del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani – Regione Lombardia,

riuniti in Assemblea straordinaria la sera del 30 ottobre 2001, presso il Salone della Provincia in Milano

presa in esame la situazione sanitaria nazionale,

denunciano che le condizioni nelle quali oggi i Medici sono costretti a lavorare hanno ormai superato il limite di ogni tolleranza.

Limitatati nella loro libertà professionale dalle note CUF, elemento di grave turbativa del rapporto di fiducia ed insulto alla dignità professionale dei Medici;

indignati per l’atteggiamento della TV, che ha recentemente criminalizzato le figure professionali dei Medici sulla scorta di notizie ed informazioni presentate in modo parziale, scorretto e tendenzioso;

delusi dal comportamento delle forze politiche, che a parole pongono il Medico di Medicina Generale al centro del SSN, e nei fatto perseguono progetti diversi ma comunque inaccettabili (no alla statalizzazione completa e no allo smantellamento del SSN), i Medici dello SNAMI ritengono che sia giunto il momento per tutti i Medici italiani di reagire a questi attacchi contro la loro dignità professionale e la deontologia.

chiedono una sostanziale deburocratizzazione degli atti medici e la abolizione delle note CUF

Sollecitano l’inizio delle trattative per il rinnovo degli Accordi di Lavoro da tempo scaduti, accordi che rivalutino di fatto il ruolo professionale dei Medici di Famiglia, della Dirigenza Medica, della Continuità Assistenziale e dei Servizi.

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In Ambito Regionale l’Assemblea degli iscritti SNAMI, riunita presso la Sala della Provincia in Milano,

PRESA VISIONE del Piano Sanitario Lombardia approvato dalla Giunta Regionale

CONSIDERATO CHE il Piano stravolge l’attuale assetto delle Cure Primarie, distrugge il rapporto di fiducia medico/paziente, rimodula la quota capitaria, valuta e accredita gli erogatori dei servizi con criteri commerciali, frammenta la contrattazione e mortifica il ruolo professionale del medico,

DENUNCIA ANCORA UNA VOLTA il malcostume di non consultare preventivamente i medici e non acquisirne il consenso con l’effetto di avanzare proposte irrealizzabili, dispendiose e lontane da una realtà dove mancano oltretutto strutture e personale ausiliario per la costituzione dei Gruppi di Cure Primarie sul territorio

RESPINGE Il Piano nella sua globalità perché punitivo anche per gli assistiti ai quali verrebbe tolto l’indispensabile riferimento del Medico di Famiglia e del Pediatra di Libera Scelta che sarebbero sostituiti da un centro di informazione, e smistamento telematico – call-center - verso medici al servizio della gerarchia e del potere politico ed economico del sistema.

PROPONE

1. Forme integrative e non sostituite di assistenza;

2. Mantenimento del rapporto di fiducia medico/paziente, personale;

3. Salvaguardia del sistema di convenzionamento;

4. Mantenimento del sistema della quota capitaria e degli elenchi degli assistibili;

5. Riconoscimento di prestazioni aggiuntive come patologie croniche e dimissioni precoci potenziando l’assistenza sul territorio;

6. Mantenimento e miglioramento del Servizio di Continuità Assistenziale svolto da medici dello specifico settore.

ANNUNCIA LA PROMOZIONE DI UN REFERENDUM PER EVITARE LO SMANTELLAMENTO DEL SSN E PROCLAMA COME PRIMA MISURA (come previsto dalla Legge)

una giornata di sciopero per il giorno 5 novembre 2001

 

denominata la giornata di ribellione del medico

 

Trascorsi 15 giorni, l’Assemblea propone ulteriori forme di lotta, fino al raggiungimento degli obiettivi programmati

 

Milano, 30 ottobre 2001