
Milano, 14 febbraio 2002
Difficilmente proponibili le proposte di Borsani
A proposito delle dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera del 10.02.2002 dall’Assessore BORSANI:
- il medico di famiglia può trovare quella mezz’ora per andare a visitare in Ospedale il suo paziente e parlare con gli specialisti
- penso anche a un possibile impiego di un Medico generalista in Pronto Soccorso.
Il Presidente Regionale SNAMI, il Sindacato maggioritario in Lombardia, nel corso di un incontro con BORSANI, dopo l’articolo del Corriere della Sera, ha ricordato all’Assessore la opportunità di concordare sempre in precedenza proposte che interessando così da vicino medici e assistiti, se non condivise o peggio improponibili, finiscono con l’innescare polemiche e malumori per niente.
E’ una questione di metodo. Recente è la storia del PSSR che proprio per non essere stato concordato, ha dovuto essere sostanzialmente modificato nelle Cure Primarie.
Ma veniamo al dunque.
Visite in ospedale
Tutte le volte che il Medico di famiglia ha ritenuto opportuna una visita al proprio paziente in ospedale, ha trovato sempre il modo di poterla effettuare con proprio sacrificio personale.
Ma c’è chi viene ricoverato all’insaputa del MMG; chi va a finire in sede lontana; chi esce prima che il suo medico venga a saperlo; c’è il Medico che va in ospedale e fatica troppo spesso ad accedere e avere notizie e via di questo passo. Sono tutte situazioni che rendono improponibile la proposta dell’Assessore. Forse, suggerisce il Dott. MARTINI, una soluzione potrebbe essere la comunicazione telefonica o telematica anche se è vero che spesso si perdono ore al telefono per rintracciare il curante ospedaliero e il consenso informato e la privacy ostacolano questi tipi di comunicazione. Ma è un argomento del quale si può discutere magari allestendo negli ospedali appositi numeri verdi.
Generalisti in Pronto Soccorso.
Anche a questo proposito il Dott. MARTINI ha confutato la proposta dell’Assessore: il Medico di Medicina Generale in Pronto Soccorso è un’assurdità per mille motivi e forse il Dott. BORSANI non conosce gli enormi impegni del Medico di famiglia. La proposta potrebbe essere di inserire in Pronto Soccorso, medici di Continuità Assistenziale e corsisti - dopo specifico accordo regionale e/o nazionale - che dopo una prima selezione dei casi da parte del Responsabile del Pronto Soccorso possano affrontare i casi cosiddetti da Codice Bianco.
L’Addetto Stampa
SNAMI Regione Lombardia
Dott. Bruno Conti