DA IL GIORNO DEL 19 dicembre 2001
La politica socio-sanitaria della Regione Lombardia, così come "riassunta" nel Piano 2002-2004, è molto criticabile. «Piano orientato soprattutto a criteri di risparmio» e alla «privatizzazione dei servizi fondamentali», poiché nega ai cittadini, specie ai più deboli (anziani, malati cronici e disabili) il diritto a «livelli essenziali e uniformi di assistenza». Ad affermarlo è la Caritas Ambrosiana, ieri in assemblea a Milano insieme ai rappresentanti delle associazioni aderenti alla "Campagna per la salute mentale". E in un documento di 39 pagine sottoscritto da 180 enti del volontariato sociale, la cooperativa di don Virginio Colmegna critica e "mette al muro" la strategia assistenziale proposta dalla giunta Formigoni. «Consideriamo decisiva la difesa dei principi garantiti dalla Costituzione - ha ribadito don Colmegna - quando dice che "la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e come interesse della collettività; quando promette "cure garantite agli indigenti" e quando recita che "è compito della Repubblica rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona e la partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"». E proprio in linea con la difesa dei diritti sostanziali, ha continuato, «esprimiamo forti critiche al Piano socio-sanitario e al metodo con cui è stato formulato: senza consultare le realtà interessate. Convocate solo per formalità, e ascoltate per pochi minuti, senza prestar loro interesse».
E.F.