Il Servizio di Continuità Assistenziale non può essere svolto dagli MMG
Occorre potenziale l’attuale sistema.
La continuità Assistenziale Assicura le prestazioni mediche necessarie durante il periodo notturno e nei giorni festivi e tutta l’utenza, senza distinzione di sorta rispondendo altresì alle visite domiciliari programmate, ai terminali, ai cronici gravi, agli psichiatrici, ecc. ecc.-
- La continuità Assistenziale va quindi potenziata perché solo con un servizio efficiente sul territorio è possibile limitare ricorsi impropri ai Pronto Soccorsi e a eventuali ricoveri.
Questo servizio inoltre fornisce certificazioni indotte, ripetizioni di prescrizioni, interventi modesti per entità ma ritenuti necessari da una utenza sempre più esigente.
Come pensare a questo punto – come vorrebbe il Piano Socio Sanitario Regionale della Lombardia – che si possa prevedere che esso sia svolto dagli MMG già impegnati nel servizio diurno dalle ore 8.00 alle ore 20.00?
Così come risulta difficile trovare locali, infermieri, fisioterapisti che il Piano prevede nei Gruppi di Cura Primarie, appare altrettanto difficile anche sul piano pratico logistico pensare che gli MMG possano supportare anche il Servizio di Continuità Assistenziale.
Si pensi soltanto ai turni che con i loro necessari periodi di riposo comporterebbero una continua variazione della presenza dell’MMG per le sue mansioni rutinarie sconvolgendo le abitudini degli assistiti o orientandoli verso altro MMG o addirittura i Pronto Soccorso. Assistiti che costretti a spalmare il rapporto di fiducia e le reciproche conoscenze verso altri medici innescherebbero una serie di ulteriori e spesso inutili accertamenti, con conseguente spreco di risorse professionali ed economiche di portata imprevedibile.
Poveri programmatori!
Il Responsabile SNAMI Provinciale
Continuità Assistenziale
Dottor Alberto Gaggiani
Milano, 26 novembre 2001