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CORRIERE
DELLA SERA
Bimbi e anziani a rischio. «E la psicosi Sars può mettere in ginocchio gli ospedali» Influenza, pronto il vaccino I sanitari: profilassi allargata, chiediamo aiuto alle aziende MILANO - «Quest’anno vogliamo vaccinare il più possibile, anche per metterci al riparo da una psicosi Sars che - senza ragione - potrebbe mettere in ginocchio gli ospedali». A quindici giorni dall’apertura della campagna antinfluenzale, Alessandro Lizioli, dirigente medico della profilassi malattie infettive della Regione, spiega gli obiettivi: «Vogliamo vaccinare almeno l’80 per cento dei bambini a rischio, e poi c’è una novità: raggiungere per la prima volta anche gli adulti dai 50 ai 65 anni, come raccomanda da tre anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità». Per riuscirci, la Regione punta conta sulla disponibilità del mondo imprenditoriale: «E’ una richiesta che stiamo rivolgendo a ditte, fabbriche ed aziende, chiedendogli anche la copertura finanziaria per la vaccinazione. Il vantaggio c’è: evitare la perdita di ore lavorative». Al di là della novità, la Regione vuole incrementare il numero dei vaccinati nei tre grandi gruppi che hanno diritto alla vaccinazione gratuita: i malati cronici (cardiopatici, soggetti con problemi respiratori), i bambini a rischio, gli individui di oltre 65 anni. A Bergamo, a Monza e in altre realtà della Lombardia, sono i medici di famiglia a vaccinarli nei propri ambulatori. Invece a Milano non si riesce a raggiungere un accordo: «I medici di famiglia chiedono 3-5 euro per dose di vaccino iniettato. Poi ci sono i 10 euro di costo del vaccino, e i 2 euro di costo della distribuzione. E’ una spesa troppo forte». Che cosa rispondono, in sintesi, i rappresentanti dei medici di famiglia? Mauro Martini e Roberto Carlo Rossi, rispettivamente segretario regionale e milanese dello Snami: «Vaccinare non rientra nei compiti previsti dal contratto, e non possiamo farlo per cifre risibili. Siamo medici, e quindi siamo sempre pronti a lavorare gratis per i pazienti bisognosi, ma non per la Asl». Fiorenzo Corti, segretario regionale della Fimmg: «Penso alle code negli ambulatori della Asl, ai disagi. Si dovrebbe far di tutto per trovare un accordo, e vaccinare nei nostri ambulatori. Solo così la percentuale potrebbe salire». Antonella Cremonese
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