DA "CORRIERE DELLA SERA" DEL 29 dicembre 2001

Medici di Famiglia: <<Nel nuovo accordo niente cooperative>>

Pace fatta tra Formigoni e lo Snami, il sindacato dei medici di famiglia maggioritario a Milano. Le parti del piano socio-sanitario regionale relative al rapporto tra medici e Regione sono state radicalmente riviste, e soprattutto è sparita la proposta di creare i <<gruppi di cure primarie>> in cui i medici di famiglia avrebbero dovuto lavorare come in una sorta di cooperativa: con altri medici associati, con pediatri, con specialisti di primo livello, con infermieri, con fisioterapisti. Nelle intenzioni della Regione, avrebbero dovuto essere gruppi in concorrenza tra di loro per offrire i servizi, e la convenzione sarebbe stata stipulata non più con ciascun medico, ma con il gruppo.

Contro questa formulazione lo Snami era sceso in campo per difendere l’autonomia professionale e il rapporto di fiducia tra medico e paziente, arrivando fino alla raccolta di firme negli ambulatori. Alla fine la Regione ha ceduto. In un incontro tra il Presidente della Regione Formigoni, l’Assessore Regionale alla Sanità Carlo Borsani e i rappresentanti dello Snami (il Presidente Nazionale Roberto Anzalone, il Presidente Regionale Mauro Martini, il Coordinatore Nazionale Giuseppe Messina), è stato firmato un accordo: resta la convenzione <<ad personam>> tra il medico e la Asl, e il modello di <<gruppo di cure primarie>> potrà costituire soltanto una sperimentazione, facoltativa.

Resta facoltativo anche l’associazionismo, che esiste da anni e che in certe realtà ha dimostrato una buona tenuta. Come sostiene Fiorenzo Corti, Segretario Regionale della Fimmg, l’altro sindacato dei medici di famiglia, un ambulatorio con più medici associati riesce a garantire orari di apertura più lunghi, agevolando i pazienti.

                                                                                                                        A.Cre.