Milano, 8 novembre 2001

Comunicato stampa

Lo sciopero dei camici bianchi del 5 novembre 2001 ha registrato una media regionale di adesioni dei medici di famiglia intorno al 65% con punte, in alcune ASL, dell’80%. Alto si è dimostrato l’interesse dei media e della cittadinanza.

Come noto, in Lombardia, lo sciopero era stato organizzato anche come forma di protesta contro la filosofia contenuta nel Piano SocioSanitario Regionale recentemente licenziato dalla Giunta. Tale Piano ridisegna dalle fondamenta la medicina del territorio, ponendo le basi per il superamento del rapporto personale medico – paziente che, a nostro avviso, è uno dei punti di forza del Sistema Sanitario Nazionale: il secondo migliore del mondo, secondo l’O.M.S.

In questo senso lo S.N.A.M.I. non ha giudicato valide le generiche rassicurazioni dell’Assessorato, che lasciano invariato il testo del Piano SocioSanitario. E va precisato che nessuna trattativa con le OO.SS. è stata intavolata prima dell’approvazione della Giunta Regionale, e che vano è stato ogni tentativo dello S.N.A.M.I. di arrivare alla firma di un documento di mediazione.

Nell’annunciare il coinvolgimento della cittadinanza mediante una raccolta di firme, e nuove forme di protesta da effettuarsi nei limiti della vigente normativa, lo S.N.A.M.I. si dichiara, come sempre, disponibile ad un confronto diretto con il Presidente della Regione Lombardia e con gli organi consigliari deputati alla definitiva ratifica del Piano Regionale.

                                                      Il Presidente S.N.A.M.I. Regione Lombardia
                                                               
       Dottor Mauro Martini

 

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