«Lotta a obesità e fumo, chemioterapia a casa»

Medici di famiglia: studi aperti 12 ore al giorno per tutta la settimana. A scuola si insegnerà alimentazione. Un freno ai congressi

ROMA - Un tempo c’erano le mamme che «rimpinzavano» i figli di cibo, nella convinzione che essere ben paffuti significasse salute. Il problema è che avviene anche oggi, in un Paese, l’Italia, sempre più povero di smilzi (tra le cause, l’abbandono della dieta mediterranea) e predisposto a mettere su peso. Un bambino su cinque è grasso oltre misura e il numero è destinato a crescere nei prossimi anni. Silvio Berlusconi mostra la pancia, ricorda quanto costa la malattia del secolo in cure (10 miliardi di euro) e annuncia che è ora di cambiare. Il presidente del Consiglio ha indicato la lotta all’obesità e la correzione degli stili di vita errati (in primo luogo il fumo) come i punti più qualificanti del Piano sanitario nazionale presentato ieri al Consiglio dei ministri. Presto nei programmi scolastici comparirà anche una materia nuova, la scienza dell’alimentazione: «Le mamme ci rimpinzano perché ci vogliono bene in carne. E’ l’unica cosa su cui hanno sbagliato e sbagliano», ha detto Berlusconi. Sull’ipotesi della nuova materia sono al lavoro i tecnici della Pubblica istruzione. Già pronto, invece, un libro elaborato dal ministero della Salute. Si tratta di una sorta di abbecedario del mangiare bene, nell’epoca di merendine e snack. Il Piano sanitario indica dieci obiettivi prioritari. In cima alla lista dei desideri del Governo, e dei cittadini, c’è il taglio delle liste di attesa e il potenziamento dei servizi di urgenza ed emergenza. E’ previsto che gli studi del medico di famiglia restino aperti per 12 ore al giorno, 7 giorni su 7, quindi anche il sabato e la domenica, anche attraverso il consociativismo tra colleghi. Nel caso uno di loro sia in ferie o di riposo, i suoi pazienti sapranno a chi rivolgersi. Un sistema già previsto da altre leggi e da altri ministri, ma che ora acquista più forza.

LISTE DI ATTESA - Il Piano del ministro Girolamo Sirchia, al fianco del Presidente in conferenza stampa, verrà ridiscusso con le Regioni, che dovranno impegnarsi, una volta sposato il testo, ad applicarlo attraverso politiche mirate. Altri punti chiave: assistenza domiciliare, compresa la chemioterapia a casa, informatizzazione, centri di eccellenza in ogni regione. L’assistenza sanitaria deve essere garantita uniformemente ovunque e secondo standard di qualità che verranno monitorati dal ministero. Tra i parametri da controllare, le liste di attesa. Limite di 15 giorni per gli esami più urgenti, ricorda Berlusconi.

CONGRESSI - Giro di vite sui congressi medici organizzati dalle industrie farmaceutiche, annuncia Sirchia. Oltre 30 mila eventi convegnistici all’anno, troppi, spesso inutili e finalizzati, più che all’aggiornamento e alla formazione, alla propaganda dell’ultima medicina. A tutto vantaggio delle prescrizioni. Il ministro vuole disciplinare il settore con un doppio obiettivo: convincere le industrie a spendere questi soldi per corsi di aggiornamento in ospedale, meglio se telematici, e risparmiare sulla spesa farmaceutica che galoppa. Nel primo trimestre del 2002 è cresciuta del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. «Interverremo per frenare la promozione congressuale, corresponsabile dell’aumento dei consumi. Stiamo studiando come disincentivare il fenomeno. Forse una leva fiscale o limiti più severi per l’accreditamento degli eventi». Il Piano ha, tra le priorità, quella di avviare medici e cittadini a un uso appropriato e poco dispendioso del farmaco. No alle scorte, all’accaparramento ingiustificato.

OSPEDALI - La rete ospedaliera viene ridisegnata non attraverso chiusure, ma con un uso più razionale. Più spazio a settori zoppicanti, come riabilitazione, malati cronici e anziani. I reparti italiani sono collegati tra loro attraverso il computer e collaborano per offrire al paziente il meglio che c’è e risparmiargli viaggi della speranza dal Sud al Nord o dall’Italia all’estero.

LIBRO DEI SOGNI - Il Piano è un libro dei sogni e nient’altro, secondo Rosy Bindi, ex ministro della Sanità, oggi deputato della Margherita: «C’è un ritardo di due anni, dovuto al fatto che questo governo non ha voluto tener conto del lavoro eseguito dal ministro Umberto Veronesi. Non si capisce perché a risentirne debbano essere gli italiani. Assenti linee strategiche per garantire l’uniformità dell’assistenza. Non si tiene conto che serviranno risorse aggiuntive». L’Ulivo presenterà un contropiano. Critico il Tribunale per i diritti del malato: «Condividiamo gli obiettivi, ma è difficile credere che verranno realizzati sia pure in parte», dice Stefano Inglese. An, per bocca di Riccardo Pedrizzi, ha chiesto al ministro di chiarire il passaggio del Piano su un «maggior rispetto della volontà del paziente circa la propria morte». Sirchia ha escluso che questo sottintenda un’apertura all’eutanasia, da lui sempre rifiutata. E’ un equivoco - ha detto Sirchia - il riferimento è all’accanimento terapeutico», cui il malato ha il diritto di sottrarsi.

CORRIERE DELLA SERA 29 MARZO 2002 Interni