NOVITA’ DALL’ENPAM

a cura di

Marco Perelli Ercolini

Novita’ in casa Enpam, la Cassa previdenziale dei medici.

A partire da maggio le pensioni erogate dall’ENPAM, sia del Fondo generale che quelle dei Fondi speciali, verranno pagate mensilmente a mese anticipato.

Inoltre si profila un condono previdenziale per quei medici che seppur con introiti da libera professione, per lo piu’ medici ospedalieri, hanno dimenticato di effettuare i versamenti contributivi della quota B reddituale del Fondo generale ovvero avendo chiesto a suo tempo l’esenzione che in seguito e’ stata abolita e avrebbero dovuto pagare il contributo ad aliquota ridotta oppure credevano di avere l’esenzione o di dover pagare il contributo al 2 per cento non avendo titolo perche’ iscritti ad un fondo previdenziale obbligatorio in via continuativa perche’ precari in quanto assunti in supplenza di altro sanitario o mediante incarico temporaneo.

Accogliendo, poi, la richiesta di molti medici ospedalieri, che in passato avevano optato per la contribuzione ridotta del 2 per cento sui redditi derivanti dall’attivita’ liberoprofessionale e che vorrebbero incrementare la propria posizione previdenziale della quota B reddituale del Fondo generale mediante una contribuzione piena del 12,50 per cento nell’ottica di crearsi una previdenza complementare per supplire i tagli sostanziosi che le diverse recenti riforme previdenziali stanno operando sulle pensioni pubbliche, Cassa pensioni sanitari compresa, il Direttivo dell’ENPAM sta valutando la possibilita’ di una deroga alla clausola che pone l’opzione in via definitiva sino al cessare delle condizioni che hanno fatto operare la scelta.

Va precisato che in quest’ottica la quota B reddituale del Fondo generale e’ effettivamente una forma previdenziale integrativa molto valida sia nei calcoli del quantum, sia nella continua rivalutazione del capitale e della rendita pensionistica di fronte alla svalutazione monetaria corrente. Unica eccezione la validità di continuare questi versamenti al compimento del 65esimo anno: infatti la rendita operante in seguito ai versamenti dopo i 65 anni e’ molto esigua e ogni terzo anno e inferiore al sacrificio contributivo e, pertanto, i futuri pensionati facciano bene i propri conti e nell’eventualità non vogliano continuare colla contribuzione si ricordino di inoltrare all’ENPAM la revoca nei termini utili e cioe’ entro l’anno solare del compimento degli anni.

Va ricordato agli ospedalieri che i redditi che derivano dall’attività liberoprofessionale intramuraria sono equiparati ai redditi da lavoro dipendente ai soli fini fiscali, pertanto, queste somme, come precisato dagli organi finanziari in alcune risoluzioni, sono soggette all’imposizione contributiva ENPAM ai fini previdenziali.

A tal proposito sul CUD (rigo 2-redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali non è possibile fruire delle detrazioni), dato per legge dall’azienda, vengono dichiarate i corrispettivi pagati al medico per l’attivita’ liberoprofessionale intramoenia esercitata l’anno precedente. Il medico dovra’, se le somme sono superiori al minimale imponibile riferito al contributo fisso, pagato con la cartella esattoriale (per quest’anno lire 15.272.000-redditi prodotti nel 1999 e denunciati nel 2000) entro 30 giorni dalla data ultima per la presentazione della denuncia dei redditi per le persone fisiche mediante il modello UNICO2000, effettuare la denuncia sull’apposita modulistica (inviata al medico stesso dagli uffici ENPAM e reperibile presso ogni Ordine professionale) mediante raccomandata senza la ricevuta di ritorno pagando, in un’unica soluzione o in due rate di cui la seconda entro il 30 settembre, il contributo del 12,50 per cento o del 2 per cento nella forma ridotta sino al tetto (lire 82.400.000) oltre il quale il contributo e’ dell’1 per cento, tramite la Banca nazionale del Lavoro. La ricevuta non va allegata. ma conservata ai fini fiscale per dimostrazione delle deduzioni fiscali operate.

Da ultimo con giugno o luglio dovrebbero essere operative le polizze per la tutela malattia del grosso rischio salute presto potrebbe essere attivata anche l’estensione ai famigliari. Viene fatto presente pero’ che ad aggravare i compiti amministrativi circa 30mila medici pur avendo versato il premio non hanno firmato dietro il modulo di versamento del conto corrente postale il modulo-polizza.

Purtroppo invece e’ in una posizione di stallo la proposta auspicata da molti ospedalieri per un trasferimento nell’ENPAM della Cassa pensione sanitari, ora nell’INPDAP e polmone di soldi (prestiti senza ritorno) alle altre Casse previdenziali pubbliche.

Una separazione dellaCPS dall’INPDAP sarebbe tanto piu’ interessante in questa situazione anche in considerazione che, se parte del TFR (per i medici il premio di servizio) verra’ utilizzata per la previdenza complementare, all’INPDAP macherano ulteriori risorse per pagare il premio di fine servizio che si basa sulla ripartizione, non essendo mai stati capitalizzati i precedenza i contributi versati.

Il presidente Parodi inoltre sta conducendo uno studio di fattibilita’ per polizze a largo ombrello per la copertura dei rischi inerenti la responsabilita’ civile non solo per danni derivati dall’attivita’, ora ad alto rischio di rivendicazioni risarcitorie molte delle quali al solo scopo speculativo, ma anche inerenti alle funzioni legate alle mansioni di dirigente in vigilando e diligendo verso i subalterni.

Merita infine essere ricordato perche’ inerente alla previdenza e interessante le problematiche ENPAM solo marginalmente che un recente provvedimento finanziario (decreto legislativo 18 febbraio 2000 numero 47 sul supplemento ordinario numero 41 della G.U. 9 marzo 2000 numero 57) concede la piena deducibilita’ ai fini fiscali (IRPEF) dei contributi di riscatto e di ricongiunzione previdenziale.