|
|
|
|
LE DICHIARAZIONI DEI RAPPRESENTANTI SNAMI SUI QUOTIDIANI Il MESSAGGERO – MARCHE Vogliamo difendere insieme ai nostri assistiti il diritto di conservare il proprio medico di famiglia e il rapporto personale di fiducia. Con le UTAP l’utente si troverà di fronte al medico che in quell’ora sarà presente. Sandro Catasta Presidente SNAMI Ascoli Piceno LECCE SERA E’lo stesso servizio del medico di base a essere messo a rischio e conseguentemente anche l’esistenza delle Farmacie la cui attività è strettamente legata a quella degli ambulatori. Medici SNAMI Lecce MESSAGGERO VENETO – FRIULI Una scelta quella delle UTAP – che porterebbe di fatto alla perdita del rapporto fiduciario tra medico e paziente e della capillarità del servizio sul territorio. Mario Da Porto Il Sole 24 ore Sanità Vogliono darci un budget e lavarsene le mani. Roberto Anzalone Presidente SNAMI Nazionale GAZZETTA DI PARMA Il rischio è che si voglia smantellare il SSN. Non vorremmo mai arrivare a dover dire a un paziente che non siamo in grado di prescrivere un esame importante perché abbiamo già sforato il budget. Antonio Slawitz Presidente SNAMI Parma IL CITTADINO – LODI Si prepara una vera rivoluzione nell’assistenza sanitaria. Il rapporto con i pazienti sarà completamente annullato, penalizzando in maniera evidente l’assistenza. Giuseppe Minestra Presidente SNAMI Lodi IL GAZZETTINO ONLINE – UDINE Auspichiamo che si ritrovi presto una intesa programmatica e di lotta tra tutte le forze sindacali rappresentative. Mario da Porto GAZZETTA DI PARMA - La finalità dei medici di famiglia è essere vicina alla gente e raggiungibili, invece accentrandoli nelle UTAP li si allontana dai pazienti, si crea una struttura del tutto simile all’Ospedale. Edgardo Torelli SNAMI Parma - Con le UTAP si perde l’importantissima relazione di fiducia che si instaura tra medico di libera scelta e paziente fino alla fine della nostra professione. Quando un paziente andrà in queste strutture si troverà davanti il medico di turno, e non potrà richiedere di essere visitato dal suo medico curante, diventerà un numero, non più una persona. Matteo Curti SNAMI Parma IL GIORNALE C’è il fondato pericolo che – badando più al risparmio che alla salute, diminuiscano sempre più le possibilità di cura col SSN. Roberto Anzalone Presidente SNAMI Nazionale IL MATTINO – SALERNO - La nostra protesta vuole difendere gli interessi dei pazienti oltre che il nostro ruolo, essenziale soprattutto per anziani e bambini. Alessandro Renna Presidente SNAMI Salerno - Il nostro sindacato non esclude ulteriori manifestazioni di lotta. E saranno i nostri assistiti ad affiancarci per migliorare e potenziare il sistema assistenziale. Matteo Rispoli SNAMI Salerno LA PROVINCIA PAVESE Lo Snami continuerà a battersi per difendere la figura del medico in tutti i suoi aspetti. Difenderemo e tuteleremo sia chi intende associarsi e computerizzarsi, sia chi intende lavorare da solo, sia i colleghi della continuità assistenziale. La rottura del fronte sindacale, che il ripensamento della Fimmg ha prodotto, costituisce una grave sconfitta politica delle categorie mediche ed una grande occasione perduta per dare alla Parte Pubblica un segnale forte di unità e disponibilità alla lotta. Alberto Poletti Presidente SNAMI Pavia ANSA.IT C’è il tentativo di affossare il SSN fondato sui medici di base. La creazione delle UTAP farà diventare il medico un amministratore. Roberto Anzalone GIORNALE DI SICILIA - Cronaca di Catania Noi medici e gli stessi nostri assistiti siamo travolti da un turbinìo di provvedimenti che non hanno rispetto né dei malati né dei professionisti. E’ necessario bloccare per quanto possibile – viste le autonomie delle Regioni e delle ASL – le iniziative locali ispirate più che altro dal risparmio e dai tagli; ricompattare la nostra Categoria, premendo per un sollecito rinnovo dei contratti e iniziare una campagna di informazione contro le UTAP che vorrebbero imporci e che costituiscono un enorme passo indietro. La gente deve saper che non avrà più il suo medico di fiducia e nella maggior parte dei casi, non troverà più nemmeno lo studio del proprio medico. Insomma si vuole arrivare a distruggere un rapporto tradizionale e la diffusione capillare dei medici di famiglia sul territorio. Roberto Anzalone LA NUOVA FERRARA Le UTAP verrebbero create senza neppure discutere con gli interessati. Inoltre è previsto un 30% dell’attuale compenso solo al raggiungimento di obiettivi di risparmio che sottoporrebbero il medico a una indebita pressione. Roberto Tieghi Presidente SNAMI Ferrara LA SICILIA – CATANIA A Catania e provincia circa 300 medici SNAMI hanno scioperato trascinando anche Colleghi di altre sigle sindacali; una astensione corale che ha messo in evidenza l’indispensabilità e l’insostituibilità dei medici di famiglia. Siamo di fronte e un governo miope che non vuole riformare ma sovvertire e distruggere quello che di buono è rimasto nella sanità pubblica. Francesco Pecora Presidente SNAMI Catania IL RESTO DEL CARLINO - BOLOGNA L’assistenza nelle UTAP svantaggerà i pazienti specie i più anziani che dopo le visite specialistiche hanno bisogno di un medico di riferimento che li conosce bene. La funzione del medico di base, le conoscenze cliniche di tutto il nucleo familiare andranno al macero Francesco Biavati Presidente SNAMI Bologna IL MATTINO – AVELLINO La categoria protesta soprattutto contro l’ipotesi governativa di eliminare gli studi medici che verrebbero incorporati in megastrutture centralizzate. Michele Majorana Presidente SNAMI Avellino BRESCIA OGGI Non siamo disposti ad accettare una riduzione del 70%. E non ci parlino di recupero regionale perché l’Assessore Borsani ci ha già fatto sapere che quel 30% non ce l’ha. Le UTAP modificano la vita dei nostri medici abituati a lavorare singolarmente. Alberto Marino Presidente SNAMI Brescia LA VOCE DEGLI ISCRITTI TUTTO CROLLA, SE MANCA LA FIDUCIA Il paziente senza fiducia nel suo medico e’ un paziente rovinato. Il medico senza la fiducia del suo paziente e’ un medico fallito. Pietro Poidomani (SNAMI Bergamo) NON UCCIDETE LA PROFESSIONE Invece di rilanciare e dare dignità alla Professione, cercate di ucciderla. Paolo Canegallo (Alessandria) CI AVETE TOLTO LA GIOIA DI LAVORARE Avete definitivamente massacrato la vera essenza del medico di famiglia, degradato la sua natura umana trasformandolo in cane da guardia. Ci avete tolto la gioia di lavorare. Marco Manganelli (SNAMI Padova) I PAZIENTI CI SOSTENGONO Grazie a tutti i Pazienti che ci sostengono nel quotidiano impegno e ci sono vicini quando i media ci aggrediscono. Matteo Perrotta NO ALLA SCHIAVITU’ DI STATO Non ci sarà più un giorno o notte, sabato o domenica, Natale, Ferragosto. Sempre in pista! Saremo i nuovi schiavi di Stato! Se perdiamo questa guerra non ne combatteremo un’altra. Dobbiamo far capire bene e subito ai nostri assistiti che razza di ignobile teatrino della Sanità vogliono mandare in scena. Alberto Gaggiani (SNAMI Milano) Un budget contro coscienza Lo SNAMI dice no al medico-manager costretto a fare i conti con un budget che non lo lascerebbe libero di prescrivere farmaci ed esami secondo coscienza, ma solo per far quadrare il bilancio Edgardo Torelli (SNAMI Parma) CHI LA DURA LA VINCE Fatti e non parole: penso che lo SNAMI ne sia un ottimo interprete. Chi la dura la vince. Bruno G. (Ferrara) SCIOPERO PERFETTAMENTE RIUSCITO UN ALBERO DI NATALE A GOVERNATORI E ASSESSORI REGIONALI SANITA’ Lo sciopero indetto dallo SNAMI nei giorni 27 e 28 novembre u.s. è perfettamente riuscito: i Medici iscritti e non iscritti ne hanno pienamente condiviso gli intenti e le modalità. Un ringraziamento caloroso ai Colleghi che si sono mobilitati per la difesa della Categoria e del rapporto di fiducia medico/paziente. La battaglia continua! Il 28 novembre i vertici dello SNAMI hanno avuto un incontro informale, ma molto proficuo, con i componenti della SISAC (l’organo preposto al rinnovo del nostro contratto) ai quali sono stati spiegati i punti critici alla base della protesta. I nostri interlocutori si sono dimostrati estremamente interessati, promettendo il coinvolgimento di più alte autorità di governo locale e centrale per la soluzione della vertenza contrattuale. Lo SNAMI Nazionale ha provveduto poi a inviare in occasione delle festività natalizie, un albero di Natale ai Governatori e agli Assessori alla Sanità di ogni Regione (figlio dell’albero presente nella nostra sede nazionale) con l’intento di sensibilizzare le più alte autorità regionali sui pericoli che corre la medicina del territorio in Italia: la graduale scomparsa del medico di famiglia e la nascita delle UTAP (Unità Territoriali di Assistenza Primaria) con la conseguente scomparsa del rapporto di fiducia medico/paziente, rapporto indispensabile per poter garantire una adeguata assistenza ai nostri pazienti. Il pericolo è che si badi sempre più al risparmio piuttosto che alla salute, diminuendo sempre di più le possibilità di cura con il SSN.
Mauro Martini Presidente SNAMI Regione Lombardia Medici di Famiglia, addio ASSISTITI ATTENZIONE E’ vicina una grande rivoluzione nella assistenza sanitaria sul territorioVogliono concentrare l’assistenza in megastrutture denominate UTAP dove gruppi di sanitari lavoreranno a rotazione con conseguente abolizione degli studi dei Medici di Famiglia rottura del rapporto di fiducia medico/paziente C’è il fondato pericolo che – curando più i bilanci che i malati, non vengano garantiti nemmeno gli attuali livelli di assistenza. ASSISTITI! Unitevi ai Vostri Medici in difesa del Servizio Sanitario Nazionale per la salvaguardia del rapporto di fiducia MANIFESTANDO IL VOSTRO DISSENSO CONTRO MANOVRE PUNITIVE PER ASSISTITI E MEDICI
OSPEDALIERI giù le mani dal Servizio Sanitario Nazionale Allarme per il SSN e per la nostra professione:questo lo slogan con il quale lo SNAMI dirigenza medica insieme alla quasi totalità delle sigle sindacali della dirigenza medica ha chiamato a raccolta i propri vertici istituzionali per un incontro con i rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Regioni e delle AASSLL. Purtroppo però alla manifestazione tenutasi a Roma il 3 dicembre 2003 presso un cinema Capranica affollato da oltre 900 colleghi e di molti rappresentanti della politica e delle istituzioni (Aurora, Battaglia, Bindi, Bissoni, Buonamico, Conti, Fioroni, Gava, Gianni, Inglese, La Russa, Magri, Massidda, Moroni, Rutelli, Turco, Valpiana) si è avuta la conferma che il SSN è a grave ed irreversibile rischio di smantellamento. Il sottofinanziamento del sistema con ulteriori tagli previsti dalla "Finanziaria 2004". La devoluzione incontrollata che porterà a tanti e variegati sistemi sanitari regionali senza peraltro un sicuro miglioramento dell’assistenza. Una riforma pensionistica che porterà gravi ripercussioni nel nostro settore costringendo medici ed infermieri a lavorare (in pronto soccorso, in rianimazione, in ambulanza, etc.) sino a 65 anni di età senza peraltro riconoscere le caratteristiche di lavori usuranti. Una esasperazione del carattere di aziendalizzazione del sistema finalizzato esclusivamente alla riduzione di spesa gestita con potere monocratico dai Direttori generali. La mancanza della tutela assicurativa da parte delle Aziende per il rischio professionale medico, anche a garanzia dei cittadini. Il mancato rinnovo dei contratti di lavoro e la mancata ratifica delle "code contrattuali". Sono questi solo alcuni dei punti sui quali si è cercato di sollecitare risposte concrete ed impegni certi da parte dei rappresentanti delle istituzioni, ma al grido di allarme dei medici non c’è stata risposta, anzi è emerso un preoccupante senso di resa e di impossibilità a modificare questa drammatica tendenza. Le uniche voci ottimistiche si sono levate per segnalare che comunque e nonostante tutto il nostro sistema sanitario è fra i primi al mondo nella classificazione dell’OMS; si tralascia però di dire che è solo grazie all’abnegazione ed al sacrificio di chi lavora nel sistema che si riesce a far miracoli con quello di cui si dispone ed il merito non è certo di chi al contrario ne ostacola lo sviluppo. Se la sanità ha bisogno di impegni e sacrifici, non si possono chiedere solo ed esclusivamente a noi operatori, per una sanità migliore occorre stanziare fondi e risorse (strumentali e di personale) altrimenti si va verso il fallimento. Purtroppo siamo in caduta libera e nessuno ci ascolta. Il 3 dicembre abbiamo assistito ad una passerella nella quale tutti si alternavano al capezzale del moribondo constandone lo stato di estrema gravità e dichiarando l’impossibilità ad agire, ognuno consolava affranto i parenti con dichiarazioni del tipo: "…lo avevo detto che finiva così..", "…non è certo colpa nostra…", "la responsabilità è di chi c’era prima…", "…dopo le torri gemelle molte cose sono cambiate…" e così via. Persino l’on. Bindi, nel tentativo di recuperare credito presso la classe medica ha ammesso che li suo D.L. 229 può essere cambiato, ivi compresa la tanto deprecata irreversibilità della esclusività di rapporto. In conclusione nessun impegno certo, nessuna proposta valida, solo commiserazione e compianto. Basta ! I medici non ci stanno, vogliono muoversi, denunciare l’immobilismo, smascherare questa mal celata volontà di smobilitazione del SSN. I medici non ci stanno allo smantellamento del sistema sanitario ed hanno deciso, finalmente all’unanimità, di agire predisponendo un fitto calendario di iniziative con uno stato di agitazione (vedi box calendario agitazioni). In conclusione lo SNAMI ribadisce quanto congiuntamente sottoscritto nel documento unitario intersindacale del 3 dicembre e cioè che la "Vertenza Sanità" sceglie la propria idea-forza nell’unità di tutti i medici dirigenti e nella solidarietà tra essi ed i cittadini. Il Coordinatore Nazionale SNAMI Dirigenza Medica Dott. Ernesto Torcinaro CATANIA INAUGURATA LA NUOVA SEDE PROVINCIALE DELLO SNAMI Alla presenza del Presidente Nazionale dello SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) del rettore, dell’Assessore regionale alla Sanità, e delle più importanti cariche della sanità catanese, autorità politiche regionali è stata inaugurata la nuova sede provinciale di Catania dello SNAMI con una conferenza su "Sanità e sindacato: quale modello per il futuro". Ha introdotto i lavori, coordinati dal segretario provinciale Dott. Giuseppe Maugeri, il Dott. Francesco Pecora, Presidente dello SNAMI Catania, evidenziando lo stato di disagio dei medici del comparto pubblico e ribadendo la necessità di difendere la sanità pubblica ed un servizio di qualità verso i pazienti. Il rinnovo del contratto della Medicina generale, che comprende tutto il comparto dei medici del territorio (medici di famiglia, guardia medica e Medicina dei Servizi), è un momento importante di questa strategia a difesa sia dei diritti economici dei medici di medicina generale che dei diritti del cittadino al fine di garantire un servizio pubblico di qualità. Sarà lo sciopero di medici di famiglia del 27 e 28 novembre un momento di verifica di questa lotta. L’assessore alla Sanità Cittadini ha ribadito la necessità di una razionalizzazione della spesa sanitaria regionale, il suo impegno ad accelerare le gare d’appalto che hanno dissipato energie e tempo, rendendo per lungaggine burocratica, i progetti desueti e superati tecnologicamente. Il rettore Prof. Ferdinando Latteri, ha ricordato come proprio tra Università e territorio, tra ricerca, insegnamento si è costruita e costituita l’esperienza pilota dell’Università catanese, che è stata portata a modello dal Presidente della Repubblica Italiana in Romania. L’Università e la facoltà di Medicina, rappresentata dal presidente Prof. Agostino Serra, da anni hanno creato una collaborazione tra facoltà e medici di famiglia, per affinare i rapporti con il paziente e mettere in atto le nozioni apprese sotto la guida di colleghi più anziani. Rimane comunque difficile oggi il ruolo del medico di famiglia, alla luce del nuovo contratto proposto dal Governo, che come sostiene il Presidente Nazionale dello SNAMI, Dott. Roberto Anzalone, porterebbe allo smantellamento del sistema sanitario nazionale pubblico, con l’incentivazione al privato, perdendo figure tradizionali come i medici di famiglia, capillarmente presenti nel territorio che hanno contribuito fino ad oggi a che la medicina italiana risulti la seconda nel monco per qualità, permettendo che la vita media degli italiani crescesse. Lo sciopero nazionale dei medici di famiglia del 27 e 28 novembre, a cui lo SNAMI aderisce compatto, è volto a difendere il rapporto personale con il medico di famiglia; contro a manovra di chiusura degli ambulatori a favore di megastrutture centralizzate gestite da gruppi sanitari privati; protestare contro gli insufficienti stanziamenti previsti dal Governo per l’assistenza pubblica; ottenere il rinnovo dell’accordo di lavoro scaduto da 3 anni. (da "LA SICILIA – Catania – 16 novembre 2003) RINNOVO CONVENZIONE Secondo incontro: Roma - 12.12.2003 (dopo lo sciopero dello SNAMI): Nuove dichiarazioni della SISAC - nella riunione del 12 dicembre i dottori Natoli e Covolo hanno detto: *é previsto il mantenimento di una convenzione "ad personam" con i MMG, che manterranno ciascuno i propri assistiti *le UTAP saranno modelli organizzativi che avranno bisogno di un adeguato periodo di sperimentazione; l’adesione a questi modelli sarà volontaria * il compenso definito su base nazionale sarà pari all’attuale, addizionato di un aumento; questo aumento è stato per il momento vincolato ad obiettivi di risultato ma questo è oggetto di trattativa * la parte del compenso legata ad obiettivi di risultato sarà eccedente l’importo dell’onorario definito attualmente a livello nazionale.
Terzo incontro: Roma - 17.12.2003 I sindacati medici consegnano alla SISAC le loro proposte contrattuali Lo SNAMI ha presentato alla SISAC un proprio documento così sintetizzabile: *Salvaguardia degli aspetti etici e deontologici nell’interesse dei pazienti *salvaguardia dell’attuale compenso percepito per la Convenzione Nazionale, debitamente aumentato in relazione al recupero inflattivo *salvaguardia e potenziamento, anche economico, degli attuali servizi di Continuità Assistenziale, Emergenza Territoriale e Medicina dei Servizi *necessità che la responsabilità della buona gestione della Sanità non sia messa in capo solamente al personale convenzionato, ma venga attribuita anche e soprattutto alla Parte Pubblica che in proposito, dovrà sottoscrivere precisi obblighi di natura contrattuale. La SISAC si è riservata di consultare tutti gli elaborati pervenuti e, se condivisi, di integrare nel proprio documento le osservazioni fatte dalle Organizzazioni Sindacali. La prossima riunione è prevista per il 15 gennaio 2004.
Pasquale Orlando Addetto Stampa SNAMI Nazionale 20 dicembre 2003 SNAMI - COMITATO CENTRALE Nel rinnovo della Convenzione, la forza trainante dello SNAMI
Certamente lo sciopero dello SNAMI una certa influenza l’ha avuta nel modificare l’atteggiamento della Parte pubblica. Nella seconda riunione del 12 dicembre a Roma per il rinnovo della Convenzione, molte cose sono cambiate. Rimane purtroppo l’impostazione prevalentemente economicistica a dominare la scena di un progetto ancora fumoso e pieno di incognite. Rimane la tendenza di cercare di imporre impegni da impiegati di terza categoria e di accollare incombenze di scarso interesse medico. Poco o nulla ci si propone per rivalutare la professionalità dell’atto medico. Non si parla mai di aspetti etici né di profili deontologici. Si studia solo di premiare non chi svolge meglio la professione, ma chi cura di più il risparmio e contribuisce a far quadrare i bilanci. Ma un notevole avvicinamento tra le proposte di Parte pubblica e quello dello SNAMI in realtà si è potuto constatare. Nella terza riunione del 17 dicembre i sindacati medici – in pratica lo SNAMI e la FIMMG - hanno consegnato alla SISAC le loro proposte dettagliate per un accordo preliminare. Meglio sarebbe stata una intesa contrattuale unitaria dei sindacati medici. Intesa ancora da non escludersi se i contenuti rispetteranno quelli che lo SNAMI ritiene richieste di principio, come i compensi che partano dal 100% di quelli attuali, con una adeguata rivalutazione e con integrazioni regionali su compiti aggiuntivi regionali. Come la necessità della presenza della Federazione per gli aspetti deontologici, sol che si pensi ai compensi su risultato e alla compartecipazione ai risparmi. E come il potenziamento dell’ATTUALE servizio di Continuità Assistenziale e di Emergenza Territoriale. Posizioni queste finora sostenute solo dallo SNAMI. Quanto alle UTAP, sia la SISAC che la FIMMG stanno portandosi sulle posizioni dello SNAMI e cioè di consentire solo qualche sperimentazione da definirsi in sede regionale. Come si vede la forza e la determinazione del nostro Sindacato sono ora trainanti "rimodulando" le posizioni di partenza delle controparti. La prima certezza è che la Convenziona ci sarà. Ma non illudiamoci più di tanto perché già si avvertono i primi tiri mancini come quello di inserire nei LEA, prestazioni – come alcuni certificati che prima erano fuori – nelle future mansioni a quota capitaria. Quanto al Settore Ospedalieri, lo SNAMI si è schierato con la propria sigla, accanto alle altre forze sindacali, per portare avanti le rivendicazioni della Dirigenza che, ancora più faticosamente del Settore Convenzionato, è in lotta per il rinnovo del contratto. Queste e analoghe considerazioni sono state espresse durante i lavori di questo prenatalizio Comitato Centrale. Bruno Conti
CITTADINI ATTENZIONE C’è la rivoluzione nell’assistenza sanitaria sul territorio
Noi medici e gli stessi assistiti siamo sempre più travolti da un turbinio di provvedimenti che non hanno rispetto né dei malati, né dei professionisti. E’necessario bloccare iniziative volte più al risparmio e ai tagli che alla cura della salute. Le Unità Territoriali di Assistenza Primaria – UTAP – che vogliono imporci, sono un enorme passo indietro. Gli assistiti DEVONO SAPERE che non avranno più il loro medico di fiducia e – nella maggior parte dei casi – non troveranno più nemmeno lo studio del proprio medico. Si vuole arrivare a distruggere un rapporto tradizionale e la diffusione capillare dei medici di famiglia sul territorio.
ASSISTITI! UNITEVI AI VOSTRI MEDICI PER SALVAGUARDARE IL RAPPORTO DI FIDUCIA E PER DIFENDERE INSIEME IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE FATTI E NON PAROLE LE SCONCERTANTI PROPOSTE DELLA PARTE PUBBLICA
Il 20 novembre si sono aperte le trattative per il rinnovo degli accordi per la Medicina Convenzionata. Per la parte pubblica era presente il Dottor Covolo e tutta la SISAC, con alcuni tecnici inviati dal Comitato di Coordinamento della Sanità della Conferenza delle Regioni; per le OO.SS. quasi tutte le Associazioni Sindacali dei Professionisti Convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. Lo SNAMI era rappresentato da R. Anzalone, PG Conti, RC Rossi, G. Venturini, G. Massara, G. De Chiara. Precisazioni del Dott. Covolo. - L’atto di indirizzo del Comitato di Settore non è oggetto di trattativa, ma è comunque un "indirizzo" e quindi la SISAC ha la possibilità di intavolare sul punto una trattativa con le OO.SS.. Il compenso per i Medici di Medicina Generale verrà rimodulato e ridefinito. Si prevede il mantenimento del Servizio Sanitario Nazionale in un quadro pur all’interno di un sistema federale. La futura convenzione sarà presumibilmente più snella rispetto all’attuale. La Medicina del Territorio dovrà garantire la Continuità Assistenziale e dovrà essere riorganizzata al fine di integrare sul territorio, in un’unica unità di cura, diverse figure di Professionisti Convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, in maniera da poter prendere in carico molte patologie attualmente affidate alle Strutture Specialistiche e agli Ospedali. Queste dichiarazioni, sostanzialmente, non hanno fatto che confermare quanto paventato dallo SNAMI e quanto contenuto nel sopraccitato "atto di indirizzo". Si determinerà il totale sovvertimento dell’attuale lavoro del Medico di Famiglia con la perdita del rapporto di fiducia tra Paziente e MMG. Pertanto lo SNAMI conferma lo sciopero dei giorni 27 e 28 novembre 2003 nonché le iniziative sindacali già a suo tempo proclamate. Roberto Anzalone Presidente Nazionale SNAMI EDITORIALE Contro il sovvertimento dell’assistenza sul territorio Per il rinnovo degli accordi di lavoro SCIOPERO A FUROR DI POPOLO 22 novembre Riunione Nazionale dei Rappresentanti Provinciali di Medicina Generale. Un applauso di solidarietà ha accolto la proposta del Presidente SNAMI Lombardia, Mauro Martini, di devolvere agli eroi di Nassiriya,una parte dei compensi delle visite di emergenza-urgenza nei due giorni di sciopero del 27 e 28 novembre. Sì perché, con la serietà, la determinazione e la coerenza che hanno fatto dello Snami la punta di diamante del sindacalismo medico italiano, lo Snami questo sciopero lo ha fatto e lo ha fatto a livello nazionale. Lo avevano confermato in una riunione plenaria i Rappresentanti della Medicina Generale di tutte le Province Italiane, a Milano il 22 novembre, dopo aver sentito la cronaca della riunione del 20 novembre a Roma, dove la Parte Pubblica aveva illustrato le proprie posizioni. Posizioni più gravi di quello che si temeva perché, non solo è stato riconfermato tutto quello che si era ventilato e cioè la nascita delle Unità Territoriali di Assistenza Primaria e la riduzione dei compensi ai Medici del 30%, ma è stato dato per certo che tali posizioni erano già documento ufficiale non trattabile. Dopo un accordo di lavoro lasciato scadere da tre anni, davanti alle intimazioni di sovvertire tutta l’assistenza – compensi, rapporto ottimale, massimale, funzioni, fino alla eliminazione degli studi per concentrarli in megastrutture dove i medici lavoreranno a rotazione giorno e notte, 7 giorni su 7 con la inevitabile rottura del rapporto di fiducia – senza garanzia su chi paga e amministra queste nuove strutture, dopo tutto questo dove erano le condizioni per sospendere lo sciopero? Così lo Snami a furor di popolo, ha aperto le ostilità e a furor di popolo continuerà la sua battaglia che – come ha detto Anzalone – è diventata ormai per tutto e per tutti – una battaglia di sopravvivenza. Coinvolgeremo gli assistiti con la raccolta delle firme perché togliere alla gente il Medico di fiducia, togliere al territorio la capillarità degli studi, togliere la specificità della Guardia Medica, togliere risorse ai Medici e più in generale al S.S.N., significa privare i cittadini di conquiste che hanno portato la Sanità Italiana ai primi posti nel mondo. Bruno Conti ARMIAMOCI E PARTITE Cronistoria di una vertenza L’Atto di Indirizzo del Comitato di Settore (poi approvato dalla Conferenza dei Governatori il 9 settembre 2003) relativo al rinnovo degli AA.CC.NN. circolava in rete e sui giornali specializzati già dalla primavera 2003. Numerosi sono i punti critici contenuti in questo documento, ma il principale accusato era ed è il nuovo sistema di remunerazione che vuole "rimodulare i compensi" suddividendoli in una quota capitaria fissa pari al 70% dell’attuale onorario e in una, pari al 30%, legata agli accordi regionali e vincolata ad obiettivi di budget e di risultato. Contro questo documento lo S.N.A.M.I. prendeva subito posizione con una lettera inviata al Presidente del consiglio dei Ministri già nel giugno 2003. Alla fine di agosto, lo S.N.A.M.I. contattava la F.I.M.M.G., con la quale aveva due riunioni: una a Roma e una a Milano. In ottobre veniva proclamato lo stato di agitazione e, in seguito, uno sciopero di due giorni per il 27 e 28 novembre 2003 a cui aderivano tutti i sindacati medici della medicina generale e della pediatria di libera scelta. Successivamente giungeva la convocazione per il 20 novembre 2003 a Roma, per aprire le trattative per il rinnovo degli AA.CC.NN. In quella data il Dott. Covolo, Presidente della SISAC (l’Agenzia governativa deputata alle trattative con i Convenzionati), provvedeva ad informare le delegazioni di parte sindacale che erano previste a breve ulteriori convocazioni e che la struttura del compenso, così come prefigurata dall’Atto di Indirizzo, poteva essere solo in minima parte oggetto di trattativa, in quanto l’Atto stesso non può essere messo in discussione poiché si tratta di un documento politico già definitivamente approvato. Le OO.SS. venivano altresì informate che è prevista una profonda riorganizzazione della medicina del territorio in grupponi di medici e di altre figure di Sanitari, aperti al cittadino 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 (le così dette "UTAP"), anche al fine di prendere in carico i pazienti attualmente affidati alle cure della medicina ospedaliera. La parte pubblica, inoltre, informava i sindacati che è volontà del Governo e delle Regioni mantenere il Sistema Sanitario Nazionale, pur in un’ottica federale. Dopo la riunione con la parte pubblica, le delegazioni di parte sindacale si consultavano per decidere il da farsi. La delegazione S.N.A.M.I., sentendo nelle parole del Dott. Covolo la conferma di quanto paventato, dichiarava di voler attuare lo sciopero programmato. Le altre sigle sindacali, parzialmente rassicurate (?) dal capo della SISAC, specie relativamente al mantenimento del SSN e alla programmazione di ulteriori imminenti riunioni, decidevano di sospendere, anche se non di revocare, l’azione di sciopero già precedentemente programmata. Roberto Carlo Rossi Vice Segretario SNAMI Nazionale In sintesi i principali motivi di preoccupazione Compenso Il 70 % dell’attuale. Il resto solo per compiti aggiuntivi esclusivamente legati a bilanci economici su risultati raggiunti Inserimento nei LEA di compiti finora pagati a notula. Più lavoro obbligatorio, ma meno retribuito. Abolizione Continuità Assistenziale l’ MMG torna a fare le guardie nella "equipe delle cure territoriali" Non più convenzioni Solo un contratto di diritto privato tra contraenti di pari "dignità" e pari "responsabilità". Dove però la responsabilità del servizio sarà solo della parte tecnica (MMG), non della parte pubblica Ulteriore aumento incompatibilità l’ MMG dovrà rinunciare ulteriormente allo spazio libero professionale ora concessogli. Se ci sarà ancora la possibilità di autoriduzione del massimale tale riduzione dovrà essere maggiore e quindi difficilmente vantaggiosa economicamente. pgc In allegato i due manifestini Questo studio resterà CHIUSO PER SCIOPERO il 27 e 28 Novembre 2003 PER DIFENDERE insieme agli assistiti, e il rapporto personale di fiducia medico/paziente CONTRO la manovra di distribuiti sul territorio CONTRO il pericolo che, badando più al risparmio che alla salute, diminuiscano sempre più le possibilità di cura con il Servizio Sanitario NazionalePER il rinnovo dell’Accordo di lavorolasciato scadere ormai da 3 anni *********** Sono assicurate le visite domiciliari in emergenza - urgenza e Medici di Famiglia, addio ASSISTITI ATTENZIONE E’ vicina una grande rivoluzione nella assistenza sanitaria sul territorioVogliono concentrare l’assistenza in megastrutture denominate UTAP dove gruppi di sanitari lavoreranno a rotazione con conseguente abolizione degli studi dei Medici di Famiglia rottura del rapporto di fiducia medico/paziente C’è il fondato pericolo che – curando più i bilanci che i malati, non vengano garantiti nemmeno gli attuali livelli di assistenza. ASSISTITI! Unitevi ai Vostri Medici in difesa del Servizio Sanitario Nazionale per la salvaguardia del rapporto di fiducia MANIFESTANDO IL VOSTRO DISSENSO CONTRO MANOVRE PUNITIVE PER ASSISTITI E MEDICI DALLE REGIONI Lombardia Assemblea Straordinaria SCHIERATI PER DIFENDERE I DIRITTI DEI CITTADINI E DEI MEDICI L’ordine del Giorno approvato per acclamazione. I Medici del Sindacato Nazionale Autonomo SNAMI Lombardia RIUNITI In Assemblea Straordinaria, la sera del 21 novembre 2003 in Milano, CONSTATATO Che la parte pubblica ha lasciato scadere il contratto di lavoro ormai da tre anni, RISULTATI VANI Tutti i tentativi per smuovere una situazione di paralisi contrattuale, VISTE le oltraggiose imposizioni di ridurre gli attuali compensi nazionali del 30% in una più vasta manovra di ridimensionare risorse peraltro non più idonee nemmeno a mantenere le attuali possibilità di cure VISTO ALTRESI’ l’intendimento di abolire i singoli studi di Medicina Generale sul territorio, per sostituirli gradualmente con megastrutture centralizzate dove gruppi di sanitari lavoreranno a rotazione con la conseguente inevitabile compromissione del rapporto di fiducia medico-paziente, IN DIFESA Del Servizio Sanitario Nazionale e della qualità delle cure, PER IL DIRITTO DEI CITTADINI A conservare il Medico di famiglia come primario punto di riferimento PER IL DIRITTO DEI MEDICI A un nuovo dignitoso accordo di lavoro PROCLAMANO Come prima misura, due giorni di sciopero Il 27 e 28 novembre cui seguiranno più drastiche azioni e la raccolta delle firme degli assistiti. Sono assicurate le visite domiciliari in emergenza-urgenza e le visite domiciliari a pazienti in assistenza integrata e programmata. Bruno Conti La Federazione degli Ordini solidale con i medici in lotta Piena solidarietà ai medici in lotta era stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Giuseppe Del Barone commentando in data 11 novembre, la decisione delle categorie mediche di intraprendere azioni sindacali. "Gli scopi delle associazioni di categoria – aveva dichiarato Del Barone – sono perfettamente condivise dalla Federazione, anch’essa impegnata nella difesa di un Servizio Sanitario Nazionale oggi sempre più penalizzato da un eccessivo economicismo che rischia di pregiudicare il principio costituzionale del diritto alla salute e le possibilità di accesso alle prestazioni per tutti i cittadini". "Occorre precisare inoltre – ha aggiunto il Presidente della Federazione – che la protesta dei camici bianchi non è rivolta esclusivamente alla difesa dei loro diritti contrattuali ma, anche a tutela della soddisfazione delle esigenze dei cittadini. Ringraziamo Del Barone per aver così sentitamente benedetto lo SNAMI e tutti i medici che con lo SNAMI sono scesi sul piede di guerra.
DALLE REGIONI Puglia Scioperiamo per difendere la nostra autonomia! Il Medico non si rende conto che attualmente opera: secondo orari che Egli stabilisce, secondo forme organizzative che Egli sceglie; secondo opportunità logistiche che Egli determina; secondo offerte di assistenza che Egli eroga, conciliando il proprio ruolo istituzionale pubblico con quello privato. Insomma, il Medico sembra non apprezzare la grande libertà professionale di cui gode grazie alle battaglie sindacali vinte soprattutto dallo SNAMI. Il Medico oggi non sciopera perché vuole rinunciare a tutte queste grandi conquiste, ma soprattutto ad una: l’autonomia gestionale della professione! Il 13 dicembre prossimo, a Roma, sarà proposta la condivisione di un documento che sancisce l’inizio della fine: dello Studio medico di Assistenza Primaria come avamposto esclusivo dell’assistenza territoriale generalistica; dell’indipendenza del medico come individuo che opera secondo scienza e coscienza; del primato dello stesso medico come depositario della fiducia e del consenso del Cittadino-utente che a lui si rivolge, in linea esclusiva, per ogni necessità socio-sanitaria. Inizierà anche la decadenza del primato delle
Informiamo di tutto ciò i nostri Assistiti ed i nostri Colleghi che vivono nell’indifferenza!
Che tutti abbiano consapevolezza che se non scioperano sono complici della decadenza della Professione e della Professionalità del Medico!
Dott. Antonio Chiodo Il Presidente Regionale SNAMI Puglia DALLE PROVINCE
Como - Viva delusione della Delegazione Snami alle trattative per il fatto che gli altri sindacati hanno abbandonato prematuramente la comune protesta.Campobasso - L'Assemblea Straordinaria del 25 novembre ha confermato lo sciopero della Sezione Snami. Tre anni di vuoto contrattuale è una penalizzazione insopportabile per qualunque categoria. Padova - Dopo le dichiarazioni della Parte pubblica la Fimmg ha sospeso lo sciopero, lo SNAMI non recede. Roma - Il Presidente Di Donna ha ringraziato i medici per la riuscita dello sciopero nella Regione Lazio. Ha poi sottolineato il fatto che non si potranno mai raggiungere gli obiettivi salute previsti dalle Regioni in carenza di risorse e di apparecchiature. FERRARA - Medici liberi,non mandrie da pascolare A tutti i medici diciamo di comportarsi come suggerisce loro la dignità e l'orgoglio di sentirsi e di essere medici liberi,nel non essere considerati mandrie da portare al pascolo. I medici Snami di Ferrara scioperano non solo perchè lo Snami ha confermato lo sciopero,ma fieri che lo Snami ribadisca - qualora ve ne fosse bisogno - la dignità di una Professione e di chi la esercita. Il Direttivo SNAMI Ferrara PARMA - Ora il medico dovrebbe scegliere a quale sindacato appartenere Per prova di orgoglio per la Categoria intera, per difendere la nostra professionalità, è necessario che tutti i medici assumano sempre le proprie responsabilità. Con le recenti proposte il medico viene completamente annullato mancando il rapporto umano con il paziente. Ora il medico dovrebbe scegliere a quale sindacato appartenere. Antonio Slawitz - Presidente SNAMI Parma MATERA - Noi lucani abbiamo un motivo in più per scioperare e come detto sabato 15 novembre a Scanzano questa è l’occasione giusta per partecipare compatti allo sciopero e scendere in piazza per manifestare contro le scelte governative di identificare la nostra Regione come cimitero nazionale o forse europeo delle scorie nucleari. Gennaro Greco – Presidente SNAMI Matera BOLOGNA - Non c’è più nessun Giornalista in Italia? Nessuno che si chieda: "Se chiudiamo gli ambulatori di medicina generale distribuiti capillarmente su tutto il territorio nazionale per creare delle strutture accentrate, come ci andranno poi i nonnini dal dottore, in bicicletta?" O si pensa che ogni medico riesca a fare venti visite domiciliari quotidiane, oltre ai turni ambulatoriali diurni notturni e festivi previsti dalle UTAP senza schiattare? Per noi MMG significherebbe in pratica accettare tutti gli obblighi e i doveri dei dipendenti senza avere in cambio alcun diritto. Niente ferie, niente tredicesima, nessuna indennità di malattia fin dal primo giorno, nessuna assicurazione contro i rischi della professione e nessuna liquidazione a fine rapporto. Le UTAP, per noi MMG, sono la garrotta che l’ASL userà per soffocare definitivamente la nostra residua autonomia professionale. Saremo quindi sfruttati come semplici "risorse umane" dell’Azienda, e diverremo i capri espiatori da dare in pasto ai giornalisti appena il nuovo sistema risulterà, com’è certo, sgradito a tutti quanti. Indietro però non si potrà tornare. Sarà, infatti, impossibile ripristinare una rete capillare di ambulatori di medicina generale com’è quella attuale. Se è questo che ci aspetta, per noi medici di famiglia il futuro è ormai alle spalle. Marcello Zanna - Addetto Stampa SNAMI Bologna IL RILIEVO DELLO SCIOPERO SNAMI SULLA STAMPA 22 novembre 2003 Il Giornale - Sciopero Medici di famiglia contro i "tagli": giovedì e venerdì ambulatori chiusi 26 novembre 2003 Il Giornale - Protesta dei medici di base – Studi chiusi per due giorni Il Corriere della Sera (Milano) - Contro la riforma – Medici in sciopero da domani a venerdì La Repubblica (Cronaca di Milano) - Domani e Venerdì scioperano i medici di famiglia 27 novembre 2003 Leggo Milano - Sciopero per due giorni dei medici in famiglia Brescia Oggi - Ambulatori a rischio – scioperano i medici e il personale ospedaliero è sul piede di guerra Gazzetta del Mezzogiorno - I medici di famiglia in sciopero per due giorni La Gazzetta di Parma - La "rivolta" dei medici. Lo SNAMI: "uno sciopero nell’interesse degli assistiti Il cittadino di Lodi – Sciopero per salvare il medico di famiglia Il Gazzettino di Padova - Oggi scioperano i medici di base dello SNAMI – rimarranno chiusi 150 ambulatori Il Resto del Carlino - Medici di famiglia, si spacca il fronte degli scioperanti Il Mattino (Caserta) - Medici di base due giorni di sciopero Il Messaggero (Marche) - I medici di famiglia proclamano uno sciopero di due giorni Messaggero Veneto - Medici di famiglia – due giorni di sciopero L’ADIGE (Trento) - Sciopero medici SNAMI Bari Sanità - Oggi e domani studi chiusi contro l’eliminazione del Sanitario di base – Medici di famiglia in sciopero. Lo SNAMI contesta anche i ritardi per il rinnovo del contratto di lavoro IL MATTINO (Salerno) - No al supermarket delle ricette LECCE SERA – Proteste il 27 e 28. A rischio l’intera assistenza sanitaria pubblica – Sciopero dei Medici di base: ambulatori chiusi per due giorni GIORNALE DI SICILIA (Catania) - Duro monito dei vertici nazionali dello SNAMI durante l’inaugurazione della nuova sede del Sindacato. "Regione e ASL continuano a penalizzare gli operatori sanitari e gli utenti "Così sparirà pure il medico di famiglia". Sciopero e raccolta di firme contro i tagli. LA SICILIA (Catania) - La protesta dei medici di famiglia "Difendere la Sanità pubblica e il rapporto con i pazienti". Il SOLE 24 ORE – Sanità - Lombardia – Parla lo SNAMI "Non vogliamo lavorare a budget". IL RESTO DEL CARLINO - Ferrara - Tutto lo scontento di categoria in un libro bianco. E lo SNAMI fa l’albero. Proteste in camice LA PROVINCIA PAVESE - "Ecco perché abbiamo scioperato: Lo SNAMI pavese spiega la protesta". VARESE LAGHI - I Medici di famiglia incrociano le braccia – oggi solo visite a pagamento TRIBUNA DI TREVISO - Assalto al Pronto Soccorso. Disagi per lo sciopero dei Medici di Medicina Generale. Altissima l’adesione su 154 medici di famiglia della USL 7 solo una decina non hanno incrociato le braccia IL MATTINO (Avellino) - Medici di famiglia due giorni di sciopero IL RESTO DEL CARLINO - Scioperano gli iscritti allo SNAMI: si temono difficoltà per i pazienti anziani. "No agli ambulatori unificati". LA SICILIA – Catania - Lo SNAMI fa il bilancio dello Sciopero dei Medici LA NUOVA FERRARA - Sciopero medici di base. Oggi astensione degli aderenti allo SNAMI BRESCIA OGGI - Sanità nella bufera, ambulatori a rischio. Il Sindacato Autonomo da noi rappresenta un terzo dei professionisti. AGENZIE DI STAMPA ADN KRONOS SALUTE Sanità: Snami, sciopero 27 e 28 contro "estinzione" medici ANSA.IT Sanità: confermato lo sciopero SNAMI per il 27 e 28 novembre IL SOLE 24 ORE – SANITA’ Sciopero dei MMG del 27-28 novembre sospeso dai Sindacati, solo SNAMI lo conferma |
|
|
|