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Roma, 12 dicembre 2003 Si è svolta in data odierna la seconda riunione con la SISAC (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati) per il rinnovo degli AACCNN DDPR 270, 271 e 272/2000. La riunione si apriva con la consegna di un documento (allegato al presente resoconto) e la richiesta di aprire su di esso un confronto da continuare eventualmente il 17 e il 18 dicembre p.v. Questo scritto conferma appieno le preoccupazioni dello S.N.A.M.I. ricalcando, in senso peggiorativo, quanto è contenuto nell’Atto di Indirizzo approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni in data 9 settembre 2003. Un coro di lodi si levava dalle delegazioni sindacali presenti. Tali apprezzamenti erano così motivati: 1) possiamo discutere il documento, 2) permane il SSN nell’ottica di nell'ottica di un “federalismo solidale”, 3) finalmente “siamo all’anno zero della riorganizzazione della medicina del territorio”, 4) sono previste a breve ulteriori riunioni (che si auspica possano essere almeno due entro Natale). Il coro di consensi era appena increspato da alcune timide critiche sulla nuova struttura della retribuzione,, ma un noto esponente sindacale si dichiarava già sicuro che nel corso della trattativa la famosa futura ripartizione tra il 70% dei compensi attuali per i LEA della Medicina Generale e il 30% dei compensi di oggi legato ad obiettivi di risultato si sarebbe potuta spostare su percentuali più favorevoli (p.e. 85 – 15%). L’unica stecca al coro di laudatores era rappresentata dallo S.N.A.M.I. che, nella persona di Roberto Anzalone, così puntualizzava: · Dopo aver aspettato per ben tre anni il rinnovo della Convenzione, ora non c’è nessuna fretta di attuare un serrato calendario di incontri. · E’ follia buttare un sistema che funziona ed è gradito alla popolazione, senza prima attuare una sperimentazione; con le UTAP sparisce il medico di fiducia dell’assistito, che rappresenta la peculiarità del nostro SSN; le UTAP rappresentano un salto nel buio: così si gioca con la pelle della gente; ma il cittadino è d’accordo? Vi sono quindi anche dei risvolti etici e deontologici: perché alle trattative non è presente anche un esponente della FNOMCeO come nel passato? · Il vero problema non è realizzare un ambulatorio aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, ma dare al medico di famiglia più tempo per dialogare con i propri assistiti. · Non potrà mai essere accettata una Convenzione che implichi che una porzione degli attuali compensi possa essere erogata solo al raggiungimento di obiettivi di risultato e/o di budget. In replica a queste critiche, i Dott.ri Natoli e Covolo della SISAC (smentendo in parte il documento che loro stessi avevano appena distribuito), hanno detto che: Ú è previsto il mantenimento di una convenzione ad personam con i MMG, che manterranno ciascuno i propri assistiti Ú le UTAP saranno modelli organizzativi che avranno bisogno di un adeguato periodo di sperimentazione; l’adesione a questi modelli sarà volontaria; Ú il compenso definito su base nazionale sarà pari all’attuale, addizionato di un aumento; questo aumento è stato per il momento vincolato ad obiettivi di risultato, ma questo è oggetto di trattativa; Ú la parte del compenso legata ad obiettivi di risultato sarà eccedente l’importo dell’onorario definito attualmente a livello nazionale. Su richiesta S.N.A.M.I. gli stessi dott.ri Natoli e Covolo hanno precisato che la SISAC è disponibile a recepire per iscritto eventuali modifiche al documento distribuito. Sentita la richiesta dello S.N.A.M.I. di rimandare tutto al nuovo anno, e sentite le richieste delle altre OO.SS. di svolgere due incontri prima di Natale, la SISAC decideva salomonicamente di confermare solo la riunione del 17 dicembre p.v., rimandando poi a gennaio ulteriori incontri. rcr |