Milano, 14 ottobre 2001
la situazione sanitaria nazionale,
che le condizioni nelle quali
oggi i Medici sono costretti a lavorare sono ormai intollerabili.
Limitati nella
loro libertà professionale dalle note CUF, elemento di grave turbativa del
rapporto di fiducia ed insulto alla dignità professionale dei Medici;
umiliati dai
controlli sulle prescrizioni farmaceutiche, attuati in diverse Regioni seguendo
logiche di ragioneria sanitaria che nulla hanno a che vedere con la congruità e
con la razionalizzazione della spesa;
indignati per
l’atteggiamento della TV e della Stampa
nazionale, che hanno recentemente criminalizzato le figure professionali dei
Medici sulla scorta di notizie ed informazioni presentate in modo parziale,
scorretto e tendenzioso;
delusi dal
comportamento delle forze politiche, di centrosinistra e di centrodestra, che a
parole pongono il Medico di Medicina Generale al centro del SSN, e nei fatto
perseguono progetti diversi ma comunque inaccettabili (no alla statalizzazione
completa e no allo smantellamento del SSN), il Medici dello SNAMI ritengono che
sia stato superato il limite di tolleranza e che sia giunto il momento per
tutti i Medici italiani di reagire a
questi attacchi alla loro dignità professionale ed alla loro deontologia
Sollecitano
l’inizio delle trattative per il rinnovo di contratti e convenzioni da tempo
scaduti
Annunciano la promozione di un Referendum per
evitare la distruzione del SSN e
proclamano, come prima misura (così come
previsto dalla Legge), una giornata di
sciopero per il giorno 5 novembre 2001.
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Il Presidente
Nazionale Dott. Roberto
Anzalone |
Il Segretario Organizzativo Nazionale SNAMI Dott. Gianfranco
Ferraro |