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Comitato Centrale e Consiglio Nazionale SNAMI, 15 – 16 marzo 2003 UN DECRETO DA CAMBIARE, LE CONVENZIONI DA RINNOVARE, SCIOPERI IN VISTA SIRCHIA: CURANDO I BILANCI NON SI CURANO I MALATI Decreto antitruffa e rinnovo contratti e convenzioni sono stati i due principali argomenti discussi dal Comitato Centrale e dal Consiglio Nazionale SNAMI il 15 e il 16 marzo 2003, a Milano. Contemporaneamente sugli stessi temi la Federazione Regionale degli Ordini della Lombardia, incontrava il Ministro Sirchia. Bisognava dare un forte segnale di richiamo al senso di responsabilità e i medici onesti - che sono la stragrande maggioranza, non hanno nulla da temere – ha sostenuto il Ministro, ma il decreto antitruffa – che ha sollevato il risentimento e la indignazione della Categoria, hanno dichiarato gli Ordini e lo SNAMI, va ritirato o, in subordine, cambiato. Le critiche sono state pesanti. Pur comprendendo l’onda emotiva che ha sconcertato l’opinione pubblica per certi atteggiamenti di pochi, il provvedimento contiene norme rivoluzionarie capaci di portare alla paralisi attività prescrittive e diagnostiche. Addirittura modifica il Codice Penale, investe l’autonomia degli Ordini, è assolutamente sproporzionato alle sanzioni previste per altri settori della vita pubblica e presenta molti aspetti di illegittimità e incostituzionalità. Bocciatura piena, quindi, sia da parte degli Ordini che del Sindacato. Non esistono già norme di controllo e adeguate sanzioni? Perché molti amministratori si sono sottratti al loro dovere di vigilare e prendere adeguati provvedimenti in tempo utile, nei confronti dei pochi disonesti? E poi chi comminerà le sanzioni? E prima ancora chi verificherà l’appropriatezza delle prescrizioni e con quali criteri? Ancora oggi ricerca e formazione sono in gran parte appannaggio delle industrie. Il Governo è in grado di trovare risorse per un aggiornamento del tutto indipendente? ALLORA OCCORRE CHIAREZZA, REGOLE NUOVE, OCCORRE UNA INTESA TRA LE PARTI ONDE EVITARE LA SOLITA CACCIA ALLE STREGHE E IL SOLITO SPARARE NEL MUCCHIO. Ritirate quel decreto – il plurale è d’obbligo perché porta la firma di Ciampi, Berlusconi, Sirchia, Tremonti, Castelli e La Loggia – o in alternativa, modificatelo radicalmente. Così lo SNAMI che per primo aveva già dato un segnale forte, quello di non ricevere gli Informatori fino a che non si fosse sbloccata la situazione, ha ribadito con forza nel documento approvato, la richiesta del ritiro del decreto o della sua sostanziale modifica appoggiando queste sue richieste con la immediata proclamazione dello stato di agitazione di tutti i Settori, in vista di più incisive forme di protesta. Che sia chiaro però che le reazioni dei medici non sono certo volte a proteggere i pochi colpevoli che devono essere puniti, ma nascono dalla necessità di difendere l’immagine della stragrande maggioranza dei medici che operano quotidianamente con grande onestà e senso di responsabilità . Praticare una medicina difensiva, limita la libertà professionale. Il clima di paura non si adatta a un esercizio sereno della professione. Per pochi responsabili non è tollerabile che sia versato fango su tutti. L’ECM è in grave crisi e così tutta l’organizzazione dell’aggiornamento. Il Governo dovrebbe prima pensare a pagare i Congressi ai Medici e poi combattere la eventuale corruzione. Queste espressioni si sono sentite durante il corso dei lavori del Comitato Centrale e del Consiglio Nazionale dai rappresentanti di 74 province presenti. Lo SNAMI, il sindacato della libertà, non può che rigettare questo provvedimento. In sede ordinistica il Ministro ha dichiarato che sentirà le parti in causa ed è pronto ad accogliere tutti i più ragionevoli cambiamenti e ha chiarito: "non è il Ministro, sono i medici disonesti che infangano la Categoria." Dirò anche a Berlusconi – ha concluso Sirchia – di smetterla di parlare di soldi in Sanità: curando i bilanci non si curano più i malati. Quanto al rinnovo degli accordi di lavoro, lo SNAMI ha proclamato una prima giornata di sciopero il prossimo 12 maggio se entro il 18 aprile 2003 non sarà dato concreto avvio alle trattative da parte del coordinamento Stato – Regioni. Il Coordinatore Nazionale per la Stampa Dott. Bruno Conti |