Milano, 22 ottobre 2001

 

 

Su richiesta del giornale “Il Sole 24 ore”, è stata emanata la seguente nota:

 

Dott. Roberto Anzalone                                                               Milano 22-10-01

Presidente nazionale

Sindacato Autonomo Medici Italiani

                ( SNAMI)

MILANO-V.le B.d’Este

Tel. 02.583.00.967 – 583.00.360

 

 

Spett. IL SOLE 24 ORE

Alla attenzione della dott.ssa Barbara Gobbi

 

 

 

Abbiamo anzitutto preso atto con soddisfazione delle dichiarazioni del Ministro Sirchia che il 17 u.s. ha annunciato la costituzione di un tavolo permanente per il rilancio della professione medica.

 

Lo stesso Ministro ha subito dichiarato che alcune linee politiche,come ad es. la devolution,non verranno in alcun modo modificate,e non saranno quindi poste in discussione.

 

Il Ministro si propone di riformare la 541 (la legge che ha dato origine al codice deontologico della Farmindustria osteggiata dai medici di M.G.) riscrivendo le norme che riguardano la informazione scientifica al cittadino,il ruolo degli informatori scientifici e l’informazione che danno,la possibilità dei medici di M.G.di partecipare a Convegni e Congressi.

 

Il tempo definito per gli ospedalieri verrà prorogato al marzo 2002 (e forse indefinitivamente),e verrà uniformata l’età pensionabile università-ospedale a 68 anni + 2 a richiesta dell’interessato.

 

Un ruolo importante sarà sull’E.C.M. assegnato a FnomCeo ed Ordini,saranno definiti i livelli minimi di assistenza,sarà dedicata una maggiore attenzione ai malati cronici,si prevede l’entrata  sul mercato di assicurazioni e fondi integrativi.

 

Per l’E.C.M. si prevede una fase sperimentale di un anno dal 1° gennaio (o dal 1° marzo 2002) per partire a pieno ritmo nel 2003. In futuro verranno accreditati i provider e non gli eventi,ed in ogni caso gli eventi aziendali avranno una sopravalutazione,gli eventi congressuali una sottovalutazione.

 

Lo Snami riconferma di volersi battere per il mantenimento del Servizio Sanitario Nazionale,e di volerlo sempre più efficiente e forte, in modo da poter competere in valida concorrenza con il privato.

 

Si dunque ad assicurazioni e mutue integrative,no a forme alternative al S.S.N.

 

Occorre che sia prevista una Convenzione-cornice nazionale, con precise ed uniformi norme quadro che potranno poi essere declinate a livello regionale, ed in questo ambito saranno appunto possibili le sperimentazioni.

 

La Convenzione deve essere “ad personam”,e deve privilegiare il rapporto di fiducia medico-assistito,cardine di un sistema di cure primarie.

 

Inaccettabile sarebbe il ricorso ad ipotizzati soggetti erogatori  privati, che potrebbero essere accreditati ad instaurare rapporti contrattuali con professionisti abilitati,e descrivibili come l’unità elementare di offerta integrata di competenze mediche,infermieristiche,riabilitative e specialistiche di primo livello.

 

Occorre rivalutare la centralità del medico come “risorsa professionale” e non come semplice erogatore di dispendiosi servizi.

La salvaguardia del benessere è un fattore economico indispensabile per il buon funzionamento della famiglia e della società,e va attuata con il lavoro dei professionisti,e non di altre figure riduttive dell’importanza dell’argomento,con diminuzione dei vincoli alla libera professione.

 

Il medico di famiglia è stato sempre indicato come il fulcro di qualsiasi sistema sanitario,e non si comprende perché questa innovazione si farebbe carico in modo più puntuale delle problematiche sanitarie dei diversi individui.

 

In questo caso non sarebbe più privilegiato “il malato”,ma “la malattia”,e questo tipo di assistenza verrebbe ridotta ad un sottoprodotto ospedaliero,con un medico che non è più un libero professionista ma neppure un  dipendente,con tutti gli svantaggi delle due posizioni messi insieme,e che soprattutto non sarà più coperto da alcuna tutela sindacale.

 

Si dunque alle associazioni come previsto dalla attuale Convenzione,no alla cooperative.

 

Lo Snami è per la valorizzazione del rapporto medico-paziente,ma questo vuol dire avere a disposizione norme di lavoro utili e tempestivamente aggiornate  e ritiene che per la medicina del territorio sia necessaria una Convenzione ponte (l’attuale è già scaduta da quasi un anno),al fine di arrivare ad un accordo che sarà poi  quello che sancirà il passaggio alla devolution.

 

Certamente la riforma del 78 mostra  numerose crepe,e la aziendalizzazione selvaggia voluta dal Ministro Bindi ha messo in evidenza la necessità di rivedere molte norme.

 

Prima fra tutte quella delle note C.U.F. con annessa la urgente necessità di procedere ad una effettiva sburocratizzazione dell’intero sistema,necessità riconosciuta da tutti a parole che però,sino ad oggi,è regolarmente smentita dai fatti.

 

Quest’ultima tematica è alla base della giornata di protesta nazionale indetta dallo Snami per il prossimo 5 novembre.

Una volta il padrone del medico era il suo paziente;oggi si rischia di cambiare padrone e, da liberi professionisti, di diventare sempre più dipendenti da strutture gerarchiche non mediche, alle quali dover rendere conto in ogni momento della professione.

Si è arrivati al punto di Aziende che pretendono di vietare prescrizioni per affezioni non contenute nella scheda sanitaria del farmaco,di controllare i tempi del dosaggio,la congruità di associazioni tra farmaci e via di questo passo.

 

I medici vogliono insomma riappropriarsi del proprio ruolo! 

 

 

Dott.Roberto Anzalone