Milano, 20 settembre 2005

COMUNICATO STAMPA

ASL Milano: Medici di famiglia convocati per presunte irregolarità prescrittive.

 

La solita malasanità? Ovviamente no – dice Roberto Carlo Rossi, Segretario Nazionale SNAMI nonché Presidente Provinciale Milanese - L’ASL Milano Città avrebbe rilevato a carico di alcuni Colleghi irregolarità in prescrizioni che sono assolutamente risibili e danno il quadro della politica al risparmio. Ma il problema è quasi inesistente – continua Rossi: alcuni medici hanno ricevuto un telegramma urgente contenente una convocazione priva di motivazione e hanno scoperto di aver prescritto alcuni farmaci per malattie croniche per un periodo di terapia superiore ai due mesi. Quello dell’ASL è un comportamento inammissibile: i medici conoscono i loro pazienti, cercano di favorirli con terapie che durano alcuni mesi per evitare disagi agli anziani, ai cronici ai non deambulanti e l’ASL li richiama.

Questi i semplici fatti – afferma Rossi -. L’ASL Milano ha utilizzato metodi inquisitori e criteri “ragionieristici” per stabilire le cosiddette “mancanze” dei MMG. Invece di utilizzare metodi scientifici e di condivisione di pensiero tra pari, l’ASL “inquisisce” i medici con controlli inopportuni che nulla hanno a che fare con l’appropriatezza prescrittiva, ma che guardano solo a logiche economicistiche. SNAMI stigmatizza fortemente tale atteggiamento che va contro gli interessi dei cittadini, soprattutto i più deboli e i più fragili e i malati veri e propri. L’ASL sembra volere indire una campagna di risparmio e a pagare è sempre e comunque l’utente. E non finisce qui – prosegue Rossi - si preparano alcune sorprese per i cittadini riguardo la prossima campagna antinfluenzale che dovrebbe essere improntata alla prevenzione su larga scala, ma che invece si tradurrà in una riduzione a meno della metà dei cittadini che potranno essere vaccinati gratuitamente dai loro medici. Altro che incentivazioni e profilassi! Anche qui una logica di risparmio sugli anziani e i più bisognosi.

Da ultimo – conclude il segretario nazionale SNAMI - il sottofinanziamento della guardia medica milanese che, secondo il nuovo accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale, dovrebbe avere un medico  ogni cinquemila  abitanti: a Milano tale rapporto è di un medico ogni centotrentamila abitanti.

Perché la ASL non vuole incentivare un servizio fondamentale per il cittadino?

Se ci fosse un numero adeguato di medici Addetti al Servizio di Guardia Medica, come SNAMI chiede da molti anni, i pazienti  nei periodi di maggiore morbilità, non dovrebbero attendere per ore di parlare con un medico o ricevere una sua visita, magari facendo ricadere la colpa dell’attesa sul medico stesso!

Dott. Stefano Nobili,  Addetto Stampa Provinciale SNAMI Milano